Comune di Sant'Agata Militello

Benvenuti a Sant’Agata di Militello, un porto sulle Isole Eolie.

La Storia di Sant'Agata Militello

Sant’Agata di Militello (Sant’Àita di Militieddu in siciliano) è un comune italiano di 12 357 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia. Dista circa 100 km da Messina e 130 da Palermo. Su 108 comuni è il settimo della città metropolitana per popolazione dopo Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Patti, Capo d’Orlando e Lipari. Centro a prevalente vocazione turistica e commerciale del comprensorio dei Nebrodi, del quale è uno dei poli, insieme a Patti e Capo d’Orlando . La città divenne comune autonomo nel 1857.

Nel 1371 la baronia di Militello è assegnata a Vinciguerra d’Aragona da Federico IV d’Aragona, già appartenente al padre Sanciolo d’Aragona.
La storia cittadina si sviluppa attorno alla “Torre della Marina”, una struttura d’avvistamento costiero edificata nel XIII secolo per servire la medievale Militello Valdemone.
Nella seconda metà del Cinquecento quando i viceré spagnoli incaricarono i Camiliani di fare la ricognizione dei litorali la torre fu giudicata insufficiente e vi fu aggiunto un “fortino”.
Signori della città furono gli appartenenti alla famiglia d’origine aragonese dei Gallego che edificarono il Castello costruito sul feudo della “marina”.
Nel 1573 in concomitanza con l’edificazione nacque il primo nucleo abitativo su cui la famiglia Gallego ottenne la signoria.
Nel XVII secolo il borgo di Sant’Agata era compreso fra le terre baronali appartenenti al principe di Militello, il quale nel 1627, assunse anche il titolo di Marchese di Sant’Agata.
Nel 1628 don Vincenzo Gallego ottenne la licenza di edificare il palazzo intorno alla torre e nel 1663 suo figlio Luigi, nominato Marchese e poi Principe di Sant’Agata, fece costruire il castello, a presidio della costa, per concessione del re Filippo IV che nel 1657 gli concesse la licenzia populandi per promuovere il futuro insediamento urbano del piccolo borgo marinaro attorno ad esso.
Nel 1820 l’ultimo dei signori vendette titolo e terre al Principe di Trabia, ma nello stesso secolo i privilegi feudali decaddero.
Il castello Gallego articolato intorno ad un’alberata corte quadrata, ingloba le torri cilindriche di età medievale. Sull’ampio prospetto ornato da classici finestroni, si apre il fornice d’ingresso, difeso in passato da ponte levatoio. Dal cortile si accede agli ambienti destinati a scuderie, magazzini ed abitazione dei servi. Da una scala a chiocciola si sale al piano nobile, con gli appartamenti del principe, da cui si accede alle torri e ai terrazzi. Il libro di Vincenzo Consolo Il sorriso dell’ignoto marinaio si chiude con la descrizione puntigliosa del castello carcere di Sant’Agata di Militello, simbolo architettonico degli inferi narrati, per la sua forma a chiocciola. Decifrando una lapide di tal (COCALI) GALLEGO, scrive:
«E siam persuasi che quell’insolito e capriccioso nome chiuso tra le parentesi che vien dopo Girolamo del principe marchese, Còcalo, sicuramente d’accademico versato in cose d’arte o di scienza, sennò sarìa stato eretico per paganità, abbia ispirato l’architetto. Essendo Còcalo il re di Sicilia che accolse Dedalo, il costruttore del Labirinto, dopo la fuga per il cielo da Creta e da Minosse, ed avendo il nome Còcalo dentro la radice l’idea della chiocciola, kokalìas nella lingua greca, còchlea nella latina, enigma soluto, falso labirinto, con inizio e fine, chiara la bocca e scuro il fondo chiuso, la grande entrata da cui si può uscire seguendo la curva sinuosa ma logica, come nella lumaca di Pascal, della sua spirale, l’architetto fece il castello sopra questo nome: approdo dopo il volo fortunoso dal grande labirinto senza scampo della Spagna, segreto sogno di divenire un giorno viceré di Sicilia, sforzo creativo in sfida alla Natura come l’ali di cera dell’inventore greco o solo capricciosa fantasia?»
(Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio)

Il possente edificio dalle severe linee architettoniche, sorge su una altura rocciosa, guardando da un lato il centro cittadino e dall’altro un ampio arco di costa. Attorno ad esso venne a formarsi un abitato di pescatori e contadini.
Non manca, come buona regola siciliana, la leggenda sulla fondazione della cittadina a seguito di un fatto prodigioso, che vide alcuni pescatori catanesi scampare ad un terribile naufragio ed edificare, per voto, un centro intitolato alla loro santa patrona.
Un consistente incremento demografico si ebbe però soltanto in seguito all’autonomia amministrativa ottenuta nel 1857 e alla costruzione della strada rotabile Palermo-Messina. All’inizio del ‘900 rivestì un’importanza fondamentale la costruzione della ferrovia e numerosi furono gli interventi che ne favorirono lo sviluppo.
Di notevole rilevanza storica sono i diversi palazzi gentilizi presenti. Costruiti intorno alla metà del diciannovesimo secolo dalle famiglie aristocratiche della zona, quali gli Zito discendenti dai conti di S. Marco, i Faraci baroni del Prato,i nobili, Gullotti e Cardinale. Gli Zito edificarono i loro palazzi nel quartiere della chiesa madre, i Faraci in via Roma, i Gullotti, Cardinale e Ciuppa sulla Via Nazionale. Tutti questi edifici presentano al loro interno pregevoli stucchi tardo barocco e liberty.

La cittadina è dotata di diversi servizi di trasporto pubblico, in particolare autobus urbani ed extraurbani.
Strade
Sant’Agata di Militello è collegata all’autostrada A20 con proprio svincolo. Il 9 ottobre del 2009 è stata inaugurata dopo 30 anni la Circonvallazione, che attraversa la città per una lunghezza di 4 km e collega l’Autostrada A20 alla Statale 113. Con la realizzazione del porto essa sarà allungata fino a raggiungerlo. La Strada statale 113 attraversa il centro della città e viene denominata Via Medici. Al confine con il territorio di Acquedolci ha inizio la Strada Statale 289 di Cesarò dalla quale è possibile raggiungere le meravigliose mete turistiche del Parco dei Nebrodi

Porti

Il porto di Sant’Agata sarà uno dei 3 porti hub della Sicilia. Lo specchio d’acqua utilizzabile è di 282.000 m². All’interno del porto, in condizioni di sicurezza, potranno ormeggiare 1094 natanti.

Ferrovie
La stazione ferroviaria di Sant’Agata Militello è posta lungo la ferrovia Palermo-Messina e dispone di 4 binari di circolazione atti al servizio viaggiatori. Vi fermano i treni del servizio universale e i regionali veloci Palermo-Messina, mentre la suddetta stazione è capolinea di diversi servizi regionali diretti a Messina e Palermo, rappresentando, quindi, un importante snodo.

Aeroporti

La provincia di Messina è la più grande d’Italia sprovvista di aeroporto. Vi sono studi di fattibilità e proposte per realizzarne uno sul territorio tra Sant’Agata di Militello e Capo d’Orlando. Gli aeroporti esistenti più vicini sono l’aeroporto di Palermo-Punta Raisi “Falcone e Borsellino” e l’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini”.

Sport

Il 17 Aprile 2016 il Città di Sant’Agata viene promossa in Eccellenza. La città gode di molti centri sportivi polifunzionali, tra cui lo stadio “B.Fresina”, il campo sportivo “D.Romano”, il Palauxilium ed il nuovissimo palazzetto dello sport “PalaMangano ” uno dei centri polisportivi più bello della sicilia con campo coperto, piscina e centro fitness.